La celebre metafora di J. L. Borges, L’universo, che altri chiama la Biblioteca… (cfr. La Biblioteca di Babele, in Finzioni, CDE, Milano 1985, pag. 74) è un’immagine suggestiva, che evoca vividamente l’identità di una Biblioteca. E veramente le biblioteche sono universi. Non mondi babelici o allucinanti universi come li descrive il grande scrittore argentino. E neppure, come l’immaginario comune pensa, luoghi che sanno di polvere, ambienti imbalsamati dove si aggirano strani personaggi un po’ scontrosi – i bibliotecari – che vi trovano rifugio, fuggendo dalla realtà. Sono, invece, mondi vivi dove si svolge un’intensa attività dello spirito. Nei libri, come con entusiasmo dichiara Romano Guardini nel suo delizioso Elogio del libro, “si ritrova assolutamente ciò che l’uomo ha creato. In essi si esprime il proprio essere… Oggetti piccoli – i libri – eppure pieni di mondo” (Elogio del libro, Morcelliana, Brescia 1985, pag. 8; 13).

Il “mondo biblioteca” non ha pareti, non isola, vi circola l’aria del più grande mondo. E’ un microcosmo che riproduce tutta la ricca varietà del macromondo, immagine del sapere, delle idee, delle conquiste o dei fallimenti di società ed epoche storiche; vi si incontrano popoli, culture, civiltà.

Le biblioteche ecclesiastiche piemontesi, con il loro patrimonio di circa 1.300.000 volumi, sono universi di universi: quelli della teologia, della filosofia, delle scienze umane, delle arti, della storia. E si distinguono dalle altre biblioteche-mondi per certi loro caratteri originali. In esse si conserva e si riflette il presente e la storia della grande Chiesa come quella della Chiesa locale nel suo vivo svolgersi: lo sforzo ininterrotto nella comprensione della fede e l’attenzione al proprio tempo, la sollecitudine per l’evangelizzazione e la pastorale. Le biblioteche ecclesiastiche sono testimoni, al tempo stesso, di cultura e di fede. Rappresentano, perciò, luoghi in cui si prolunga l’azione pastorale e culturale della Chiesa. E lo sono in un mondo che diviene sempre più globalizzato, in cui non è più pensabile di esistere isolatamente, monadi senza porte e senza finestre.

In questa prospettiva, la costituzione, il 23 febbraio 2011, del Sistema delle Biblioteche Ecclesiastiche Piemontesi è sembrato un passo naturale e insieme doveroso. Sono ventisette le biblioteche, diocesane e di istituti religiosi, che si sono collegate in Sistema, aperto ad accogliere tutte le biblioteche ecclesiastiche che vorranno aderirvi.

Il Sistema Biblioteche Ecclesiastiche Piemontesi è il punto di arrivo di un percorso che dura da molti anni, rinforzatosi con i molteplici incontri semestrali dei responsabili delle biblioteche ecclesiastiche piemontesi; sviluppa e rafforza una lunga collaborazione con i responsabili del Settore biblioteche, archivi e istituti culturali della Regione Piemonte.

Il SiBEP, prima e più che per rispondere alle esigenze di razionalità organizzativa ed efficienza, nasce dalla consapevolezza che l’ingente patrimonio delle biblioteche ecclesiastiche rappresenti anzitutto una ricchezza culturale e religiosa, che deve essere doverosamente valorizzato al fine di facilitarne quanto più è possibile la fruizione.

Manoscritti, carteggi, incunaboli, libri antichi, stampe, incisioni, raccolte librarie particolari sono un bene pubblico, costituiscono un’eredità da tutelare che deve poter essere conosciuta e accessibile da lettori e studiosi. Di qui il notevole e continuo impegno delle biblioteche ecclesiastiche piemontesi nella tutela, restauro, descrizione e inventariazione dei propri documenti librari, oltre ovviamente all’aggiornamento delle proprie collezioni con l’acquisto di nuove pubblicazioni. Da molti anni è stata fatta la scelta di aderire al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), attraverso il polo della Regione Piemonte; ciò ha permesso una più grande visibilità delle biblioteche ecclesiastiche, che offrono su internet il loro catalogo in comune con le altre biblioteche (statali, civiche, universitarie, di istituti culturali).

Da questa consapevolezza è scaturita la volontà delle Biblioteche fondatrici del SiBEP di essere più incisive, costituendosi in Sistema, nel servizio pastorale della cultura all’interno della missione della Chiesa Cattolica. Nello stesso tempo, intendono porsi come centro attivo di cultura in Piemonte e in particolare nel territorio dove le biblioteche aderenti hanno sede. La natura e la tipologia delle opere che custodiscono, infatti, arricchiscono con un apporto originale il patrimonio librario del Piemonte.